37enne romana precipita in buco nella strada e muore, la rabbia dei parenti ai funerali

Tanta sofferenza, ma soprattutto rabbia. Si potrebbe descrivere così quello che ha provato ieri la famiglia e il complesso di amici di Tiziana Laudani, la donna romana di 37 anni che il 9 agosto è morta precipitando al largo San Giuseppe Artigiano in una buca profonda causata da un tombino rubato e mai sistemato. La Chiesa di Sant’Attanasio, dove si sono svolti i funerali della donna, era gremita di persone e fuori campeggiava uno striscione: “Tra le lacrime di dolore un grido di rabbia: giustizia per Tiziana”.

romanaGiustizia per quello che è stato definito dalla famiglia “un omicidio di Stato”. La sorella Ombretta ed il padre hanno avuto un malore durante la cerimonia. “Morta per una grata rubata… Non si può accettare” ha sostenuto la sorella. La tragedia era avvenuta in una zona poco illuminata, vicino alls stazione Tiburtina. La donna era precipitata in un garage mai finito, sotto sequestro, che si trovava sotto la strada.

La mancanza della grata di metallo ha permesso la caduta, ma il fatto che la zona non fosse illuminata e che non vi fossero protezioni è stata galeotta, ed ha causato una morte ingiusta e senza senso. Fabrizio Montanini, presidente del Comitato contro il degrado del quartiere, dice: “Ci piange il cuore sapere che le tante nostre iniziative non siano riuscite a far riqualificare la piazza più importante del quartiere e a far evitare così questa tragedia”.

Mariagrazia Roversi