Le Olimpiadi delle leggende o delle cicciottelle? Cosa ricorderemo di Rio 2016?

rio2016Mentre in Brasile è l’alba e il circo olimpico lo abbandona ai suoi conflitti, cerchiamo di fare un breve punto su quanto accaduto a Rio 2016 a partire da una domanda:

Cosa ricorderemo di queste Olimpiadi?

Ci ricorderemo degli ori azzurri (in totale otto, esattamente come a Pechino e a Londra) o delle altre sudate medaglie (magari le due della immensa Tania Cagnotto, riuscita agli sgoccioli della carriera a vincere anche ai Giochi Olimpici, avvicinandosi così al mito del padre)? Ci ricorderemo delle lacrime di gioia dei nostri o di quelle di dolore?

Ci ricorderemo delle prime medaglie di alcune delegazioni (per esempio il primo oro della Costa Rica nel Tennis femminile con Monica Puig, outsider del torneo), dei tabù sfatati (l’oro nel pallone del Brasile padrone di casa, che può dimenticarsi in parte del Mineirazo. E può dare forza ad alcune nostre rappresentative, tipo la pallavolo maschile: prima o poi il trionfo arriverà) o di chi entrerà per sempre nella leggenda (Bolt o Phelps, fate voi)?

Per certo, dimenticheremo volentieri la polemica dedicata alle nostre cicciottelle (Mandia, Boari e Sartori del tiro con l’arco, fermatesi ad un passo dal bronzo). Ché parlare di sport e soffermarci sulle fattezze ha il senso uguale e contrario di far domande di cultura generale alle aspiranti Miss nei concorsi di bellezza: non ha alcun senso.

Dimentichiamoci così della polemica sulle cicciottelle (inutile chiacchiericcio da spiaggia su un titolo poco ponderato. Le stesse atlete hanno soprasseduto, facendo pace con il Direttore del Qs). E dimentichiamoci anche degli articoli sui migliori pacchi degli atleti o sulle atlete più belle della competizione: anche questo è svilente, anche questo è sessista.

Svilente come gli articoli di Libero sulla pancetta di Renzi o sui fianchi della Boschi.

L’appiattimento del discorso su canoni estetici è probabilmente segno dei nostri tempi ma – decentrando la nostra, già scarsa, capacità d’attenzione – rappresenta qualcosa di pericoloso, perché ci porta a far passare in secondo piano ciò che realmente importa.

Tipo ciò che delle Olimpiadi s’ha da ricordare; e tipo che questo Governo sta provando a cambiare la Costituzione con un colpo di mano.

RDV