L’emergenza terremoto ha fatto riemergere il terrore sismico. Come si fa a sapere se la propria abitazione è antisismica?

antisismicheL’intera nazione segue con ansia lo sviluppo dei soccorsi che in questo momento stanno aiutando le popolazioni del Lazio, delle Marche e dell’Umbria a limitare i danni delle terrificanti scosse che si sono succedute da ieri notte fino a qualche ora fa e che hanno causato la morte di almeno 63 (numero provvisorio) e centinaia di feriti. Come spesso accade in questi casi, oltre che sulle vittime, l’attenzione è posta sulla stabilità degli edifici crollati e sui criteri di costruzione e manutenzione delle abitazioni.

Com’è possibile accertarsi che la propria abitazione sia stata costruita con criteri antisismici? Innanzi tutto è bene sapere che tutte le abitazioni costruite prima del 5 novembre del 1971 non sono state progettate con criteri antisismici, infatti, solo dopo l’applicazione della legge del 5 novembre 1971, n. 1086, tutte le abitazioni sono state sottoposte al controllo del collaudatore tramite il “collaudo statico” (si tratta di un analisi degli elementi strutturali soggetti alla distorsione durante le scosse di terremoto). Tale controllo però viene fatto in corso d’opera, ovvero il collaudatore deve prima approvare il progetto di costruzione e successivamente controllare che la costruzione venga eseguita secondo le norme vigenti.

Per tutte le abitazioni o le strutture costruite nel periodo precedente al 1971, invece, sono necessari delle opere di rafforzamento delle mura e dei pilastri in modo tale che la struttura pesi meno e sia più flessibile (l’esigenza è quella di salvare le vita anche a discapito dell’indennità strutturale). Chiaramente in paesi e città che presentano delle costruzioni molto antiche il rischio di crollo è molto più elevato, come si può evitare una tragedia? Bisognerebbe controllare tutte le abitazioni a rischio e qualora non fosse possibile con degli interventi di rafforzamento mettere in sicurezza le strutture fornire delle abitazioni alternative ai residenti.

In questo momento la priorità è quella di mettere in salvo quante più persone possibili, ma la speranza è che in un futuro si possa mettere in sicurezza quelle zone che sono a rischio sismico elevato perché una tragedia di questa portata possa essere evitate.