Terremoto, è il giorno dei funerali. I nomi e le storie delle vittime del sisma

Oggi è giorno di lutto nazionale e di grande sofferenza: si ricordano tutte le vittime di questo terribile sisma, che ha mietuto 281 vite, molte delle quali appartenenti a bambini o neonati. Sono tante le storie, spesso tragiche e rese beffarde dal destino, delle vittime del terremoto.
Come quella di Fabio Graziani e Aurelia Daogaru, marito e moglie, he era vice responsabile dell’associazione dei volontari di assistenza sanitaria a livello regionale. La coppia, di Nettuno, si trovava ad Amatrice e non ha avuto scampo: salvo il figlio di 9 anni. O Marco Santarelli, il figlio del questore di Frosinone, di 28 anni. Si è sperato fino all’ultimo che fosse riuscito a salvarsi, poi la tragica notizia.

Vittime Maricica Iosub, romena, aveva 35 anni, da 15 viveva ad Amatrice dove lavorava come cameriera: anche lei non ce l’ha fatta.
Ad Amatrice una famiglia intera è rimasta sotto le macerie: il maresciallo Carlo Chiodi, la moglie Maria, e loro figlia Angelica di 7 anni. Strage di famiglia anche a Aprilia, dove Ezio Tulli, 42 anni, è morto assieme ai figli di 14 e 12 anni mentre la moglie si è salvata. Morta anche la famiglia di Giacomo dell’Otto, assieme alla moglie, alla figlia Angela di 13 anni, ed al fratello Paolo. Nadia, 44 anni, ed il figlio di 11, Francesco, recuperati da sotto le macerie: il marito è sotto choc.

Sotto il terremoto è morta anche tutta la famiglia di Cesare Ciciarelli e Maria Bonifacio, compresa la figlia Elisa. Solo Andrea, il figlio maggiore, si è salvato.
E’ morta una coppia inglese a Sommati, che aveva comprato la casa perché amava l’Italia: salvi i loro due figli. Britannico anche lui, non ce l’ha fatta invece Marcos Burnett, di 14 anni, di Londra. Padre e madre si sono salvati. Il destino beffardo di Tiziana Lo Presti, 60 anni, che i terremoti li aveva studiati e si trovava a Saletta per curare la madre anziana. O la coppia storica di Amatrice, Loretta di Battista e il marito Gabriele Nobile: li hanno trovati ne letto, abbracciati e composti. Perché ci sono cose che la morte, per quanto tragica, non può separare.

Mariagrazia Roversi