Tutto pronto per la Biennale di Venezia. Wenders, Kusturica e tutti i film in concorso

Si aprirà il 31 agosto la 73esima edizione della Mostra d’arte cinematografica di Venezia. Un evento che segna inevitabilmente il passo delle produzioni internazionali della settima arte e che quest’anno vedrà la presenza di tre titoli italiani in corsa per il Leone d’oro.

Si tratta del film on the road Questi giorni di Giuseppe Piccioni, e poi ancora del documentario Spira Mirabilis di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti, ed  infine del lungometraggio Piuma di Roan Jhonson. Tre opere fondamentalmente differenti, che affrontano tematiche altrettanto interessanti. Giuseppe Piccioni, già balzato agli Festival-del-cinema-di-Venezia-2016-640x330onori della cronaca per il suo superbo Il rosso e il blu, ritorna a Venezia portando sullo schermo le vite complicate di quattro giovani donne alle prese con un momento di crisi personale profondissima. Altro bagaglio d’analisi è invece quello offerto dall’occhio delicato di D’Anolfi e Parenti, che descrivono il loro prodotto come “un film girato in fiversi luoghi del mondo, una sinfonia visiva, un inno alla parte migliore degli uomini, un omaggio alla ricerca e alla tensione verso  l’immortatilà.” Roan Jhonson, infine, dimostra ancora una volta la sua duttilità passando senza alcun apparente sforzo dalla fiction al cinema.

Sono venti i titoli in concorso con i quali dovranno confrontarsi i tre rappresentanti nostrani, e tra questi troviamo enormi maestri contemporanei come Emir Kusturica (in gara con il suo kolossal On the Milky Road, con Monica Bellucci), Wim Wenders con Les beaux jours d’Aranjuez (3D d’autore che può vantare nel cast un personaggio come Nick Cave), e Andrei Konchalovsky con Paradise (film di stampo storico ambientato durante la seconda guerra mondiale).

Oltre a questi nomi, la selezione annovera i seguenti titoli: The Bad Batch di Ana Lily Amirpour (Usa), Une vie di Stephane Brizé (Francia), TheLight Between Oceans di Derek Cianfrance (Usa, Australia, Nuova Zelanda), El Ciudadano Ilustre di Mariano Cohn e Gastón Duprat (Argentina, Spagna), The man who left di Lav Diaz (Filippine), La región salvaje di Amat Escalante (Messico), Brimstone di Martin Koolhoven, El Cristo ciego di Christopher Murray. In extremis è stato aggiunto nella notte anche il film Jackie, del regista Pablo Larrain, che ha come protagonista il premio Oscar Natalie Portman.

Intanto, il direttore del Festival, Alberto Barbera, ed il presidente Paolo Baratta, hanno spiegato i cambiamenti introdotti in questa edizione rispetto a quelle precedenti. Un’apertura ad un pubblico nuovo, con titoli più vari e meno di nicchia è quanto stabilito nelle linee guida della presente edizione (la sezione Cinema del Giardino, ad esempio, ha in programma il cartoon campione d’incassi Pets- vita da animali), e tutto ciò con l’intento “di ampliare i confini di ciò che si può e si deve mostrare in un festival”, dice Alberto Barbera in conferenza stampa a Roma. Ultimo giorno di proiezioni sarà sabato 10 settembre.

Giuseppe Caretta