72 fosse comuni tra Siria e Iraq: la barbarie dell’ISIS

Sarebbero addirittura 72 le fosse comuni presenti tra Siria e Iraq e documentate dai reporter dell’Associated Press. I giornalisti hanno rinvenuto le centinaia e centinaia di corpi nei territori di Siria e Iraq, fino a ieri sotto il controllo dei miliziani dell’ISIS. Nelle ultime settimane, l’avanzata degli eserciti siriani e libici ha fatto indietreggiare i jihadisti, fino a costringerli ad una vera e propria ritirata da alcune delle loro roccaforti: su tutte, Sirte e Falluja.

Le fosse localizzate in Siria sarebbero circa 17: una di queste conterrebbe centinaia di corpi di membri di una singola tribù.

Stando alle stime fornite dall’agenzia AP, la cifra complessiva dei morti sarebbe tra i 5200 e i 15000: un numero impressionante, che a lungo andare è destinato a peggiorare con il rinvenimento di ulteriori stragi perpetrate dalla follia assassina dello Stato Islamico.

In particolare, viene messo in risalto uno dei maggiori massacri compiuti dall’ISIS: parliamo di Hardan, nel nord dell’Iraq, dove nell’agosto del 2014 decine di membri della minoranza yazida furono trucidati da milizani dell’Isis e seppelliti in una fossa comune.

L’uomo ritratto in una delle foto che circolano sul web è Rosho Qassimi, che ha perso due figli nella strage compiuta dai miliziani di Daesh. “Chiediamo solo che i corpi dei nostri cari vengano riesumati”, ha detto Qassimi.