I rischi delle cure di maghi, santoni e guaritori: dall’urina al veleno di scorpione

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:22

E’ un fenomeno che, visto da lontano, potrebbe anche apparire irrisorio, addirittura velato da un principio di regressa credenza nelle arti oscure, se non fosse che strumentalizza vite umane spesse volte ad un passo dalla maghi+truffamorte, se non fosse che afferra per la gola persone malate che, pur di rimanere in vita, sono disposte a credere a qualunque cosa gli venga proposta.

E così si scopre che per indurre la fertilità e contenere le infezioni ci si può infilare una madonnina in un preservativo, che per avvicinarsi all’immortalità è buona abitudine bere urina, a volte propria a volte altrui. Che per liberarsi da un melanoma è prima di tutto necessario liberarsi dai sensi di colpa. Storie assurde, drammatiche e nascoste, appunto, nel silenzio dietro il quale moltiplica e cresce il fenomeno della stregoneria nell’Italia del terzo millennio. Uno dei metodi più in voga del momento è il metodo Hamler, ad esempio, nato in Germania nel 1935 per la istrionica personalità del dottori Tyke Geerd Hamer, ammalatosi di cancro dopo che, a suo dire la morte del figlio l’aveva shoccato fino al punto da fargli venire un tumore. Interpretazioni, si potrebbe dire, tutto sommato neppure eccessivamente irragionevoli. Eppure in questi metodi, che non sono gratuiti e non comportano un’acquisizione di competenze riconosciute e condivise, com’è d’uso nella comunità scientifica sin dai suoi albori, c’è un cinismo ed una disaffezione per l’uomo morente che, spesse volte, ha come suo epilogo la morte del malcapitato che, per disperazione o ingenuità, e finito fra le mani di qualcuno che l’ha condannato a morte certa. Come il caso di Tullio Simoncini, l’ex medico, autore de Il cancro è un fungo, che nel 2012 prese in cura Luca Olivotto, un giovane di 28 anni con un tumore al cervello. Seguendo il fantomatico medico, questo ragazzo morì di una “gravissima alcalosi” da bicarbonato, dopo che il presunto guaritore l’aveva convinto che, essendo il cancro una specie di fungo, per debellarlo sarebbe stato necessario creare all’interno del corpo un ambiente alcalino.

Prima ancora c’era stato il caso di una 16enne malata di diabete trovata morta in casa dopo che la sua curatrice, l’americana Marjiorie Randolpg, le aveva consigliato di lasciare stare l’insulina per rivolgersi all’uso delle vitamine. Accanto al corpo della ragazzina furono trovate delle tracce di una pozione fai da te. Tanti, i casi finiti in tragedia in questi anni. Tanti, i santoni e i guaritori improvvisati che lucrano sul dolore della gente e sulla loro speranza di guarigione. E nelle parole di Roberta Chersevani, segretaria della Fnomceo, c’è tutta la difficoltà di sradicare questo fenomeno: “Possiamo radiare queste persone- spiega- ma loro possono fare ricorso alla Commissione centrale per gli esercenti professioni sanitarie”.

G.C.