Vignetta Terremoto, Daniel Pennac: “Anche oggi, je suis Charlie”

charlieIntervistato da ‘La Repubblica’, lo scrittore francese Daniel Pennac si è soffermato sulla vignetta di dubbio gusto pubblicata da Charlie Hebdo che ha portato con sé una quantità enorme di polemiche (sui social italiani principalmente, con una netta divisione tra indignati e indignati contro gli indignati).

L’autore del ciclo di Malaussène si è espresso in maniera netta circa il gusto della vignetta: “La vignetta sulle vittime del terremoto è stronzissima e basta. Non è divertente, non fa ridere nessuno se non chi l’ha concepita, quasi non merita il nostro sdegno”.

Quindi, sulla presa di posizione dell’ambasciata francese (che ha preso le distanze dalla vignetta). Ha fatto bene la rappresentanza transalpina? “Se lo chiede a me, le dico di sì, perché non gradisco né quella vignetta né in generale un certo humour sulla morte. Va detto che con Charlie tutto ciò non è una novità. Non è una novità un certo stile, che già altre volte mi ha suscitato una sensazione di disagio, anche se non detesto il giornale in sé e non amo le condanne definitive”.

Ma Pennac non ci sta nel momento in cui qualcuno è arrivato a dire: ‘Je ne suis pas Charlie’: “L’espressione “Je suis Charlie” è diventata il simbolo dell’opposizione radicale e senza mezzi termini all’assassinio di giornalisti e disegnatori. Una vignetta, per quanto idiota, non giustifica affatto la messa in discussione di questo principio. Con la stessa chiarezza con cui dico che quel disegno non mi piace, sono pronto anche ad affermare senza mezzi termini: “Io resto Charlie”. A ognuno le sue responsabilità morali: chi offende i morti ha le sue, e noi abbiamo le nostre. È nostro dovere ribadire ogni giorno che nulla autorizza l’uccisione di chi fa satira e che niente può giustificare un massacro come quello dei giornalisti e disegnatori di Charlie. Non possiamo esserne complici: ecco perché io – anche oggi – sono Charlie”.