Milano, colleghi del pediatra suicida per accuse pedofilia: “Era innocente”

Dopo la morte di Alberto Flores D’Arcais, il primario e pediatra dell’ospedale di Legnano suicidatosi gettandosi dalla finestra del sesto piano dalla casa dove viveva, dopo una serie di accuse di pedofilia, si è scatenata la polemica fra i colleghi. Se è vero che sul pc del professionista sono state rinvenute 5mila immagini descritte come pedo-pornografiche, è vero però anche che per ora ogni accusa a suo carico era solamente tale. Proprio la mattina in cui il professionista si è tolto la vita, il giudice avrebbe dovuto sentire le persone interessate ai fatti.

albertoMa l’uomo non ha retto il peso dell’accusa, e si è tolto la vita prima che il processo potesse iniziare. Il suo legale l’ha descritto come un uomo “emotivamente distrutto”. Molti suoi colleghi hanno preso le sue parti in queste ore, sostenendo di averlo conosciuto e di essere convinti della sua innocenza. Uno dei suoi colleghi ha anche detto: “Se uno guarda le immagini che ho io sul telefonino allora mi danno l’ergastolo. Ho immagini di seni, parti intime e fotografie che le stesse pazienti mi mandano per chiedere una consulenza. Prima di inchiodare così una persona, andiamo a fondo”.

Altri colleghi sostengono che l’accusa sarebbe partita da pediatre con le quali il primario, in passato, aveva avuto screzi a causa dei loro comportamenti che aveva definito “poco professionali”. Il medico di famiglia del pediatra, Alberto Aronica, ha sostenuto: “Alberto aveva perso tutto, aveva perso ogni speranza. Sapeva di essere finito come medico, sia in caso di condanna sia di assoluzione. E pensare che era stato lui a chiamare più volte i carabinieri quando visitava qualche bambino su cui sospettava abusi e violenze”.

Mariagrazia Roversi