Da killer di camorra a cantante neomelodico, la storia di Buttone che racconta il suo pentimento

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:24

Bruno Buttone, da camorrista a cantante melodico. E’ una storia particolare quella di questo killer del clan Belfort, sito a Marcianise, provincia di Caserta. Bruno Buttone finì in carcere fra il 2009 ed il 2010, mentre il suo clan era al massimo della potenza. Sicario del clan mafioso fino al 2013, ha poi deciso di cambiare vita iniziando a collaborare con la giustizia. Ma nel frattempo la sua vita prendeva anche un’altra piega: iniziò a scrivere canzoni. La prima fu “Ciao Papà”, inviata al cantante Nico Desideri.

buttoneQuest’ultimo lo propose al pubblico che lo apprezzò moltissimo: e così un ex killer di camorra diventò un cantante apprezzato. Ma adesso Bruno Buttone richiede i diritti d’autore per l’opera pubblicata. “Sono cambiato “ dice Buttone “quell’opera mi è rimasta nel cuore, Desideri non mi ha mai concesso i diritti d’autore, gli ho anche scritto ma non ha mai risposto alle mie richieste”.

Scrissi “Ciao papà” canzone pensando alla sofferenza di mio padre che, in vita, ha dovuto subire la perdita del figlio, mio fratello Giuseppe scomparso e mai ritrovato, e si è visto strappare dalla criminalità organizzata anche me che sono riuscito a deluderlo sempre”.
Adesso richiede i diritti. “Mio padre è morto, a quella canzone sono particolarmente legato, perchè parla della sua sofferenza” sottolinea Buttone.