Scalo ‘occupato’, la protesta degli attivisti “Black Lives Matter”

blacklivesmatterL’occupazione di una pista del London City Airport per sottolineare la tragedia quotidiana nel mar Mediterraneo, dove molti che ‘viaggiano’ in condizioni fortemente precarie alla ricerca di un futuro migliore spesso non arrivano a destinazione. Uno scenario decisamente opposto a quello dell’ ‘elite’ che può permettersi un volo anche ad un prezzo molto alto.

La contestazione allo scalo londinese è stata organizzata dagli attivisti del “Black Lives Matter” (Le vite dei neri contano”, il gruppo (molto presente negli Stati Uniti) che lotta contro le violenze e le discriminazioni nei confronti della comunità nera.

I manifestanti hanno occupato una pista dell’aeroporto di Londra per protestare contro la disuguaglianza tra chi può permettersi un volo dotato di tutti i comfort e chi è costretto ad attraversare il Mediterraneo su imbarcazioni che troppo spesso si trasformano in vere e proprie bare: sono circa tremila, infatti, i migranti morti o dati per dispersi nel 2016 mentre tentavano di raggiungere l’Europa e garantire un futuro a sè stessi e ai propri cari. La protesta ha comportato ritardi e disagi allo scalo, tanto che alcuni voli sono stati cancellati.

Le persone di colore sono le prime a morire, non le prime a volare”, recita lo slogan della manifestazione. Per riportare la situazione alla normalità sono dovute intervenire le forze dell’ordine.