Regeni, nuovi dettagli dall’autopsia: il corpo usato come ‘lavagna’

giulioregeniL’autopsia svolta in Italia non sembra lasciare ulteriori dubbi sulle torture inflitte a Giulio Regeni, il ricercatore italiano trovato morto al Cairo lo scorso febbraio. Addirittura, come emerge dall’esito dell’autopsia che la Procura di Roma ha messo a disposizione della famiglia Regeni e consegnato nell’aprile scorso ai magistrati egiziani, il corpo di Giulio sarebbe stato usato come ‘lavagna’: a riferirlo è la stessa mamma di Regeni, la signora Paola.

“Quattro, forse cinque lettere – spiega la madre del ricercatore – tracciate da una lama in cinque punti diversi documentano incontrovertibilmente quello che a tutti era apparso da subito evidente. Nessun incidente”.

Si parlerà anche di questi nuovi elementi nel vertice tra Italia e Egitto, che è cominciato oggi e durerà due giorni, per arrivare alla verità in merito al caso di Giulio Regeni. Al vertice partecipano, per l’Italia, il procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone, e il sostituto Sergio Colaiocco. Per gli egiziani presenti il procuratore generale, Nabil Ahmed Sadek, e il team di quattro magistrati che si occupano del caso.

L’obiettivo dei magistrati italiani è arrivare a riscontri concreti: in tal senso, sarà fondamentale lo scambio di atti legato alle richieste arrivate tramite rogatoria, a cominciare dai dati sulle celle telefoniche.

Proprio tale richiesta era stata il motivo della rottura nel precedente incontro: dal Cairo si sosteneva l’impossibilità, per ‘motivi di sicurezza’, di fornire i dati chiesti da Roma e ritenuti indispensabili alle indagini.