Catania, la cappella Bonajuto e l’appello contro il degrado

Degrado davanti alla Cappella BonajutoA Catania, la cappella Bonajuto è un unicum. Situato in zona Civita – in una traversa di Via Vittorio Emanuele, rappresenta uno dei pochissimi edifici ad avere resistito al terribile terremoto che colpì la città etnea nel 1693 e porta con sé / in sé testimonianze medievali e quattrocentesche di enorme valore storico (per maggiori informazioni, ovviamente, vi suggeriamo di collegarvi al sito).

Ma non scriviamo questo articolo per decantare le qualità di questo luogo storico di Catania. Scriviamo piuttosto per riportare l’appello diramato dalla fanpage dedicata alla cappella: un appello in cui si denuncia il degrado in cui versa l’area, specialmente a causa della latitanza dell’amministrazione locale.

La cappella Bonajuto si trova in una traversa del centro storico, laddove la movida è viva: sarebbe d’uopo che degli addetti possano passare per la via a pulirla (assodato che la movida può portare con sé disordine o sporcizia. A Catania come in qualsiasi altra parte del mondo).

Di seguito, vi riportiamo integralmente lo status postato dalla fanpage della cappella:

Per il secondo giorno consecutivo siamo stati costretti, nostro malgrado, a tener chiuso uno dei siti archeologici più importanti e ricchi di storia della nostra città che, con sacrifici e volontà, abbiamo ridato ai cittadini negli ultimi anni, organizzando eventi culturali e non e visite guidate. Purtroppo, come ben potete notare dalle foto da noi scattate stamane, le condizioni in cui versa la strada, via Bonajuto, sono alquanto pietose a causa dell’inciviltà e dell’ignoranza della gente, che durante la notte lascia lungo la stradina rifiuti di ogni genere, escrementi e scritte oscene ed ingiuriose. Con amarezza, sottolineiamo anche che, per l’ennesima volta, via Bonajuto è stata letteralmente dimenticata da chi “giornalmente” si dovrebbe occupare della pulizia e della manutenzione della strada ( non tralasciando le transenne ed i vasi rotti che giacciono “indisturbati” da più di un mese lungo la via).
Ci scusiamo per i disservizi che abbiamo causato con la chiusura del sito storico e ci auguriamo, come sempre, che le nostre parole e le nostre richieste a “chi di dovere” non siano lasciate, anche stavolta, al vento…