Rai, stop agli stipendi d’oro: Senato approva il “salary cap”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:18

raistipendiNiente più stipendi d’oro alla RAI. Il Senato ha infatti approvato all’unanimità l’emendamento che chiedeva di stabilire per tutto il personale e i consulenti Rai, nessuno escluso, un tetto massimo di retribuzioni di 240mila euro, ovvero la stessa cifra massima per il resto della pubblica amministrazione.

L’emendamento, presentato da Roberto Cociancich (Partito Democratico), rientra all’interno del disegno di legge sull’editoria, già approvato dalla Camera e su cui il Senato era chiamato a votare. Gli interessati dall’emendamento sono gli amministratori, i dipendenti e i consulenti della TV pubblica. Restano escluse da questo “salary cap” le consulenze specifiche per quelle professioni regolate da tariffe.

Inoltre, il ddl sull’editoria prevede l’arrivo di un tetto salariale anche per i giornalisti. I termini non sono stati ancora previsti. Viene ridefinito anche il ‘regolamento’ per i quotidiani online, che dovranno offrire “materiale informativo originale” e non configurarsi “come aggregatore di notizie ovvero ripubblicando totalmente o in prevalenza, in maniera automatica o manuale, i contenuti di altri siti, siano essi a loro volta quotidiani o meno”.

Per i contributi pubblici, viene reinserita la distinzione tra testate locali e nazionali: con un emendamento approvato in Senato il rapporto venduto-distribuito rimane al 30% per le testate locali mentre per quelle nazionali dovrà essere almeno del 20%.