Assange, corte svedese conferma mandato di arresto

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:05

julienassangeStoccolma non fa sconti: dalla Svezia arriva la conferma del mandato di arresto europeo per Julien Assange. Il cofondatore di Wikileaks è attualmente rifugiato all’interno dell’ambasciata ecuadoregna a Londra: qui, il prossimo 17 ottobre, riceverà la “visita” del procuratore Wilson Toainga, che provvederà ad interrogarlo.

L’accusa di Stoccolma nei confronti di Assange è aggressione sessuale e rapporto senza preservativo: le indagini condotte dalla procuratrice Marianne Ny nell’autunno 2010 hanno portato al mandato d’arresto. Un reato che Assange pagherebbe con 4 anni di reclusione.

Secondo quanto sostenuto da Assange, il processo a suo carico sarebbe politico: la Svezia starebbe conducendo le indagini con il solo scopo di attuare l’estradizione del cofondatore di Wikileaks dalla Gran Bretagna agli Stati Uniti. Negli USA Assange dovrebbe affrontare le conseguenze giudiziarie a causa della diffusione di documenti “top secret”.

Da ben sei anni, quindi, è in corso il braccio di ferro giudiziario tra la corte svedese e Assange: l’équipe di avvocati della difesa si è ripetutamente opposta alle decisioni di Stoccolma, e anche stavolta annuncia il ricorso, davanti alla Corte Suprema.

La Svezia non si sposta di un centimetro, tanto da non tenere conto della posizione espressa a gennaio dal gruppo di lavoro ONU, che considerò “illegale” la detenzione di Assange, invitando Svezia e Gran Bretagna a garantire l’immediato rilascio dell’indagato.

Se Obama garantirà la grazia a Chelsea Manning (l’informatrice di Wikileaks, ndr) – si legge in un tweet di Wikileaks – Assange in cambio acconsentirà a esser messo in prigione, nonostante la cosa sia palesemente illegale”.