La storia di Svetlana Allilueva: la figlia di Stalin convertita al cattolicesimo

stalin-pressDi Joseph Stalin ci rimane quello che raccontano di lui i libri di storia, ma quanto si conosce del suo lascito, dei suoi eredi di sangue? Qualche tempo fa si è parlato di sua nipote Olga (la più piccola) della sua passione per il punk, per i tatuaggi e dell’affetto incondizionato per la madre Svetlana Allielueva (la figlia di Stalin alla morte del padre decise di prendere il cognome della madre Nezdhena Allieleuva). Proprio Olga che di recente ha cambiato il suo nome in Chrese Evans, terza figlia di Svetlana nata in Inghilterra dall’unione in matrimonio con  William Wesley Peters (il terzo anche in questo caso), ci racconta della vita della madre e della sua grande fede in Dio.

Svetlana è nata nel 1926, sin da bambina ha dovuto affrontare diverse avversità cominciate con il suicidio della madre, l’infanzia, grazie all’aiuto del padre, è stata agiata ma le continue purghe ai danni dei genitori dei compagni di classe le crearono difficoltà nel trovare un rapporto stabile ed un vuoto interiore colmato solo dal rapporto con gli zii. A sedici anni è venuta a conoscenza di alcune circostanze spiacevoli riguardanti il suicidio della madre, questo, insieme all’allontanamento dei due zii preferiti creò una frattura insanabile con Joseph. Il dissidio con il padre si è concretizzato con un matrimonio in giovanissima età finito male da cui è nato il suo primogenito (Joseph) e da un secondo matrimonio, questa volta obbligato dal padre, con il figlio di un collaboratore da cui nacque il secondogenito, la prima bambina (Yekaterina).

Qualche anno dopo Svetlana ottenne il secondo divorzio, ma la sua vita cambio il giorno della morte del padre (nel 1953), questo il racconto della figlia quel giorno: “L’agonia era terribile, venne letteralmente soffocato dalla morte. In quello che sembrava essere l’ultimo istante di vita, ha improvvisamente aperto gli occhi, gettando uno sguardo sui presenti nella stanza, uno sguardo terribile, folle o forse di rabbia, pieno di paura. Poi, d’un tratto, ha alzato la mano sinistra. Il gesto era incomprensibile, sembrava di minaccia. E’ morto nell’istante successivo“.

Il percorso intrapreso dopo quell’evento traumatico la portò ad ampliare le proprie conoscenze sul resto del mondo (Svetlana era insegnante a Mosca e scrittrice), in India conobbe Bajesh Singh, questi l’avvicinò al mondo della religione ed alla conversione dall’ateismo alla Chiesa Ortodossa. Il percorso spirituale di Svetlana era solo all’inizio, il suo trasferimento a Francoforte, infatti, la mise in contatto con una comunità cattolica e con Padre Garbolino, grazie a queste nuove frequentazioni si convinse a fare un pellegrinaggio a Fatima, un viaggio che la convinse ad abbracciare la fede Cattolica (nel 1969).

Tredici anni dopo il suo avvicinamento alla Chiesa Cattolica nel 1982, Svetlana chiese ed ottenne il battesimo cattolico. Da quel momento in poi Svetlana ha mantenuto la sua fede fino al giorno della sua morte, cercando di educare i tre figli secondo i dettami della chiesa cattolica.