20 Settembre 2016: si venera Sant’Eustachio martire

Il 20 Settembre si celebra la memoria liturgica di Sant’Eustachio martire.

Venerato da tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi, secondo alcuni storici non sarebbe mai esistito, giacché né il Martiriologo Geronimiano né il Martiriologo Romano ne fanno menzione.

Tuttavia, secondo la tradizione, Eustachio sarebbe nato a Roma nel I secolo, e sarebbe stato un ricco generale dell’imperatore Traiano.

Prima di convertirsi al Cristianesimo, Placido (questo il suo vero nome), era un pagano dedito alle opere caritatevoli.

Nella Leggenda Aurea si narra che un giorno Placido, mentre era a caccia, si imbatté in un cervo, sul cui capo risplendeva una croce luminosa che recava l’effige di Gesù, il quale lo interrogò «Placido, perché mi perseguiti? Io sono Gesù che tu onori senza sapere».

Questo evento sancì il momento della sua conversione, che avvenne attraverso il battesimo con cui ricevette il nome di Eustachio.

Dopo la conversione Eustachio fu perseguitato dalla cattiva sorte, perse tutti i suoi averi, la famiglia, emigrò in Egitto.

Dopo 15 anni rientrò nelle truppe di Traiano e si ricongiunse alla famiglia. Ma, morto Traiano, il suo successore Adriano lo condannò, con la moglie e i due figli, alle belve del Colosseo; dopodiché  i tre furono rinchiusi in un bue di bronzo arroventato.

La leggenda di Eustachio ebbe larga diffusione soprattutto a partire dal MedioEvo e rivela influenze della novellistica popolare e della narrativa indiana.

Il culto di Sant’Eustachio è antichissimo e a lui sono intitolate molte chiese. È il santo protettore dei cacciatori e dei guardiacaccia e patrono della città di Matera, ispiratore del desidero di conversione di Gabriele D’Annunzio.

Michela De Minico