Juncker: “UE in ‘policrisi’. Ammiro l’Italia per l’impegno sui migranti”

epa05548268 European Commission President Jean-Claude Juncker commemorates the 70th anniversary of the speech of Winston Churchill in Zurich about the future of Europe, at the University of Zurich, Switzerland, 19 September 2016.  EPA/MANUEL LOPEZ

“Non parlo del Discorso sullo Stato dell’Unione, perché l’Unione va molto male”. Ad affermarlo è nientemeno che il Presidente della Commissione, Jean Claude Juncker, che intervenendo alla plenaria del CESE ha sottolineato tutte le sue preoccupazioni in merito allo stato di salute dell’Unione Europea.

“Un anno fa dicevo che non c’era abbastanza Unione e dopo un anno non posso che ripeterlo. Le rotture e le fessure sono numerose e sono pericolose – ha detto Juncker – Siamo alle prese con le crisi dei rifugiati, la Brexit e la mancanza di investimenti, senza dimenticare la situazione in Ucraina e Siria”, spiega Juncker, che precisa come la Siria sia “un vicino dell’Europa, perché è molto vicina a Cipro”.

Juncker spiega come l’UE stia vivendo una ‘policrisi’ e non manca di elogiare l’Italia per l’impegno profuso sul tema dei rifugiati. “La crisi dei rifugiati è importante perché è il motivo per cui la Ue si divide – afferma Juncker – non deve lasciare sole l’Italia, la Grecia o Malta, paesi in prima linea che la Ue deve assistere. Ammiro molto l’Italia, fa meglio della Grecia perchè ogni giorno salva migliaia di vite. Tutti i paesi devono essere solidali: alcuni paesi non vogliono farlo perché sono cattolici e non vogliono musulmani. Questo è inaccettabile”.