Italia: aumentano le richieste di esorcismi ma mancano gli esorcisti

esorcismoMai come quest’anno, in Italia, le richieste di esorcismo sono state così numerose, sarebbero addirittura 500.000 i casi riscontrati nel 2016, ma il problema più grave è che per sopperire a queste incessanti richieste non ci sono abbastanza esorcisti. In realtà nella maggior parte dei casi si tratta di problemi psichiatrici e non di reali possessioni, a confermarlo è Padre Ildebrando Di Fulvio (esorcista che opera a Frosinone), il quale afferma che per esperienza diretta: “Tanti temono di essere indemoniati, pochi lo sono davvero”, ma allora com’è possibile riconoscere un caso di reale possessione? Padre Di Fulvio che opera in questo ambito da mezzo secolo risponde che è più semplice di quanto sembri: “Viso deformato, voce cavernosa, oggetti metallici o cibi mai ingeriti che escono dalla sua bocca, frasi pronunciate in lingue arcaiche a lui del tutto sconosciute in stato cosciente, una forza fisica smisurata e del tutto assente nel soggetto in condizioni normali, reazioni violente alle preghiere di liberazione e all’acqua santa”.

La domanda successiva riguarda le modalità con le quali una persona può essere presa di mira dal demonio, nella maggior parte dei casi, dice Padre Di Fulvio, si tratta di soggetti che hanno partecipato a messe nere e sedute spiritiche, come nel caso del piccolo Mattia, bambino di soli 4 anni che a causa del padre è entrato in contatto con il diavolo. Durante i weekend il padre di Mattia si riuniva con gli amici nella casa di campagna, dove, per divertimento, effettuavano sedute spiritiche: “È in questo modo che il piccolo Mattia ha conosciuto il Diavolo, perché il papà lo è andato a cercare, ne è stato il veicolo, e per questo ha una responsabilità morale” racconta Padre Sini esorcista di Olbia.

Come ha reagito il Vaticano a questo improvviso boom di possessioni? Il primo monito è stato inviato anni or sono da Benedetto XVI, il Santo Padre  aveva disposto che ogni diocesi dovesse avere almeno un esorcista, un’esigenza confermata spesso durante i discorsi di Papa Francesco. Ma la realtà è bene diversa, se a Milano (dove il numero di esorcisti è raddoppiato in poco tempo) e a Roma (dove è addirittura attivo un numero per i casi di possessione) le diocesi sono ben equipaggiate, diversa è la situazione delle altre città dove non c’è nemmeno un esorcista per ogni diocesi.

La Chiesa sta, dunque, operando per sopperire ad ogni richiesta, ma è necessario che le persone prima di ricorrere all’aiuto del sacerdote capiscano se sono realmente di fronte ad un caso di possessione. In molti casi, infatti, come detto da padre Di Fulvio si tratta di paura ed ignoranza (il 65% delle richieste di esorcismo provengono da zone rurali e sono richieste da donne e uomini con una bassa scolarizzazione), questo non significa che bisogna ignorare il pericolo perché ci sono casi di persone che rifiutano l’idea della possessione e si trovano a soffrire per anni. Questo è il caso di Paola, ventenne di Olbia, che un giorno bussa alla parrocchia “Nostra Signora delle Salette“, in anni di sedute psichiatriche nulla era cambiato e solo dopo un colloquio con Padre Sini si è scoperto che il suo problema era una maledizione di una sua ava e solo dopo l’esorcismo è riuscita a riprendere la sua vita normale.