Incontro Salini-impregilo: Renzi rispolvera il ponte sullo stretto

renzi-675-3Durante l’incontro per i 110 anni di Salini-Impregilo, il nostro premier ha parlato delle grandi opere riportando in auge il progetto del ponte sullo stretto. La finalità di questo collegamento secondo Renzi è quella di liberare la Calabria dal suo isolamento e rendere maggiormente vicina la Sicilia.

Con il suo solito slang pseudo giovane il nostro premier parla di una società ad altà velocità di comunicazione, qualcosa di innovativo “Bisogna sbloccare i cantieri e serve la banda larga perché la rete di domani non sarà una diga in Italia né l’autostrada del Sole, ma la banda larga, la gigabyte society, la velocità“, ma che fa presa su soluzioni vecchie, spesso riproposte negli anni per aumentare il consenso popolare con lo spettro di nuovi posti di lavoro (sono addirittura centomila quelli di cui parla Renzi), che poggiano su un mero interesse commerciale per una costruzione, nel caso del ponte,  mai realmente condiviso dalle popolazioni.

La storia del ponte sospeso (sarebbe il più lungo al mondo superando di molto quello di Akashi Kaykio in Giappone, costruito nel 1998)  tra le due regioni all’estremo sud dello stivale è vecchia di più di cento anni, già a partire dall’Unità d’Italia i Savoia avevano incaricato un ingegnere per un progetto, si era persino giunti all’idea di un ponte a cinque campate nel 1888 ma i lavori non furono mai iniziati. Il terremoto del 1908 a Messina ha ricordato a tutti le difficoltà di progettazione legate al rischio sismico e l’idea è stata accantonata fino al dopo guerra. Nel secondo dopo guerra l’idea venne ripresa, vennero anche istituite delle fondazioni che studiassero la natura geofisica delle due regioni per evitare un rischio di crollo in caso di un terremoto e lanciate gare d’appalti per le costruzioni, ma per qualche motivo nessuna società ha mai cominciato i lavori.

Recentemente l’idea di un ponte che collegasse Sicilia e Calabria è stata proposta da Forza Italia durante la campagna elettorale del 2001, il progetto è realmente partito nel 2005 e la gara d’appalto è stata vinta dall’Impregilo Sgr. Diverse difficoltà hanno impedito al governo Berlusconi ed alla società Stretto di Messina di portare avanti i lavori (sembra che Cosa Nostra osteggiasse la costruzione del ponte per interessi economici legati ai traghetti). Nel 2009 un secondo governo Berlusconi ha ripresentato il progetto, questa sembrava la volta buona, infatti, i lavori erano cominciati con la deviazione ferroviaria alla stazione di Cannitello per permettere l’apertura dei cantieri che sarebbero dovuti essere attivi a partire dal 2010 per terminare i lavori nel 2016. Con qualche ritardo è arrivato il progetto definitivo e lo stanziamento di fondi europei per la costruzione nel 2011, ma ad ottobre dello stesso anno una votazione quasi unanime ha soppresso i sovvenzionamenti per la costruzione del ponte. Nel marzo del 2013 il progetto è stato definitivamente accantonato per mancanza di finanziamenti.

Aldilà dei molteplici fallimenti legati al passato, la costruzione del ponte sullo stretto comporta diverse problematiche: quella del rischio sismico, l’avvicinamento costante della zolla africana a quella Europea e la distruzione della flora e della fauna marina nelle zone circostanti. Inoltre molti degli abitanti di quelle zone sono contrari alla costruzione del ponte perché lo ritengono un opera costosa che non è in grado di apportare reali benefici economici.