Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Amazon è sempre più leader dell’e-commerce, ma a quale prezzo?

Amazon è sempre più leader dell’e-commerce, ma a quale prezzo?

prime-day-2016-di-amazon

Da quando è entrato a far parte delle nostre vite, Amazon ha cambiato il nostro modo di concepire gli acquisti. Nel sito è possibile comprare i più disparati articoli (abbigliamento, tecnologia, articoli per casa etc…) semplicemente cliccando sull’icona ed immettendo i dati della carta di credito. Negli anni, il servizio si è espanso ed è migliorato ulteriormente permettendoci di ricevere gli acquisti in giornata, questo unito ai prezzi inferiori al listino e alla comodità di poter acquistare qualsiasi cosa desideriamo senza lasciare casa hanno fatto si che Amazon diventasse il più grande colosso della new economy a livello mondiale (nel 2015 il fatturato è stato di 107 miliardi di dollari).

Ma qual è la condizione dei lavoratori all’interno di questa megalitica azienda? Cosa permette ad Amazon di mantenere  questi ritmi elevati? La domanda se la sono posta in molti e nei mesi scorsi diversi articoli e reportage su giornali internazionali hanno denunciato condizioni di lavoro al limite della legalità, per questo motivo anche i giornalisti de ‘La Gabbia‘ (programma di inchiesta su La7) hanno deciso di investigare per capire se le stesse condizioni di lavoro vengono attuate anche in Italia.

Quello che emerge dal reportage ha dell’inquietante, nel solo magazzino di Prime Italia (luogo di stoccaggio della merce per le consegne in giornata) lavorano oltre 800 magazzinieri ed ognuno di loro è costretto a turni di lavoro massacranti dove si arriva a toccare il numero spropositato 148 pacchi consegnati in un ora. A metterci la faccia è un ex dipendente di Amazon che spiega come, non solo il tempo di consegna di un pacco era al massimo di “37 secondi“, ma che il lavoro era costantemente monitorato dai capi che, tramite una pistola (strumento utilizzato per decodificare i codici a barre), lo seguivano costantemente e lo redarguivano se non rispettava le tempistiche disumane di consegna.

Nel reportage vengono intervistati (a volto coperto) anche alcuni dei dipendenti ancora sotto contratto e tutti confermano sia le tempistiche folli di lavoro che le condizioni terrore a cui sono sottoposti i magazzinieri che, chiaramente, sono tutti precari:  infatti, alla tipologia di lavoro massacrante si aggiunge la leva del ricatto, tutti sono obbligati a rispettare tempistiche e regole, inoltre, praticamente obbligati a non fruire dei servizi igenici se non strettamente necessario, pena il mancato rinnovo di contratto che avviene mensilmente per un massimo di sei mesi (periodo oltre il quale l’azienda sarebbe obbligata ad assumere a tempo indeterminato).

Insomma la situazione è tutt’altro che ottimale, la crisi generalizzata ha creato un esubero di giovani in cerca di impiego che sono costretti ad accettare soprusi pur di non rimanere a casa senza una minima retribuzione, questo insieme alle agevolazioni per le assunzioni a tempo determinato ha permesso alle ditte di approfittarsi della disperazione in cui versano i giovani italiani. Una situazione drammatica che risulta ancora più spregevole se portata avanti da un colosso in grado di guadagnare cifre stratosferiche ogni anno.

Per rendervi conto meglio di cosa sono costretti a subire i dipendenti di Amazon vi condividiamo il video reportage de ‘La Gabbia’, nella speranza che un giorno possa esserci una maggiore tutela dei lavoratori: