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Renzi-Zagrebelsky, che scontro in TV: “Sul referendum posizioni inconciliabili”

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Posizioni distantissime quelle emerse nel confronto sul referendum costituzionale tra il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e il noto costituzionalista Gustavo Zagrebelsky.

Lo scontro, andato in onda su La7, ha affrontato le questioni costituzionali ma anche quelle politiche. Renzi ha difeso i punti salienti della riforma “che voglio non solo io, ma anche il Parlamento”, mentre Zagrebelsky ha attaccato l’impianto della riforma non lesinando numerose punzecchiature.

“Lei dice che la riforma costituzionale non tocca in nessun punto i poteri del presidente del Consiglio – ha detto Zagrebelsky – Ma molti di noi sono preoccupati per rischi di derive autoritarie o di concentrazione al vertice delle istituzioni: rischiamo di passare da una democrazia a una oligarchia”.

Renzi ha replicato: “L’appello di ‘Libertà e Giustizia’ da lei firmato, che parla di svolta autoritaria, offende l’Italia“, ha detto il premier, che ha anche ricordato che Zagrebelsky ha firmato anche l’appello dei 56 costituzionalisti che “dice esattamente il contrario”.

“Dico che c’è un pericolo per la democrazia pensando non al suo governo ma ai governi che potranno venire – ha aggiunto il costituzionalista – L’Italicum crea un terreno aperto per l’affermazione di poteri forti. Dovremmo attrezzarci per avere un sistema di garanzie e bilanciato”. Secca la replica del premier: “La sua parte culturale si è sempre preoccupata di andare contro Berlusconi ma adesso lei ora vota No come Berlusconi. Noi abbiamo smosso la palude, perché non volete parlare di futuro?”.