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Lampedusa, tre anni fa la strage di migranti. Il sindaco: “Non è cambiato niente”

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A tre anni dalla strage di Lampedusa, dove persero la vita 366 migranti, “la ferita è ancora aperta”. E’ il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, a ricordare quanto accaduto nella notte tra il 2 e il 3 ottobre 2013, quando un barcone carico di migranti si rovesciò in mare. Fu una vera e propria carneficina: 366 morti. Per ricordare loro e tutte le altre che hanno perso la vita in circostanze analoghe si celebra questa Giornata di memoria e solidarietà.

Doveva essere l’ultima strage di migranti nel Mediterraneo, come sottolineò il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, una volta giunto sull’Isola. “Ma da allora a oggi – ha detto la Nicolini – sono morte altre undicimila persone, 3.500 hanno perso la vita solo nel 2016. È uno stillicidio continuo, al quale si è creata ormai anche un po’ di assuefazione”.

Il prezzo che fate pagare in vite umane alle persone che chiedono aiuto è indelebile – ha aggiunto la Nicolini, rivolgendosi al vicepresidente della Commissione Ue Frans Timmermans, presente ieri per un dibattito nell’ambito del Prix Italia – Nessuno potrà dire ‘non sapevo’. Ma il prezzo lo pagano anche le comunità”.

Per la commemorazione delle vittime è atteso l’arrivo anche del Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, mentre ieri è stata la volta del Ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni.