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Ungheria, niente quorum ma valanga di No contro i migranti. Orban: “UE ne tenga conto”

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viktororban

Niente quorum, ma valanga di “No” al referendum ungherese contro la redistribuzione dei migranti all’interno dell’Unione europea. Un risultato che chiaramente viene invalidato dal mancato raggiungimento del 50% di affluenza, ma che secondo il premier Viktor Orban ha comunque un grande valore, “e l’Europa dovrà necessariamente tenerne conto”.

Come reso noto dall’Ufficio Nazionale delle Elezioni, l’affluenza si è fermata al 43,42%. Probabilmente ha pesato la scarsa abitudine del popolo magiaro ai referendum più che l’invito a disertare il voto da parte delle forze di opposizione. La politica di strenua difesa dei valori cristiani, alimentata dal forzato connubio profughi-terroristi, non ha permesso ad Orban di raggiungere il risultato sperato. Anche se, come detto, i “No” hanno stravinto con il 98,3%.

Per questo Orban non si arrende e chiede all’Unione Europea di tenere conto del risultato del referendum, anche senza quorum. Secondo il premier ungherese, infatti, molti più cittadini magiari hanno respinto le quote di migranti di quanti votarono per l’adesione all’Ue nel referendum del 2004: circa 3,249 milioni hanno votato ‘no’ al piano di ricollamenti di Bruxelles mentre 3,056 milioni votarono a favore dell’adesione all’Ue.

“Tredici anni dopo quel referendum, oggi una grande maggioranza di ungheresi ha nuovamente fatto sentire la propria voce su questioni europee – ha spiegato Orban in una conferenza stampa – Abbiamo raggiunto un risultato eccezionale, perché abbiamo superato il risultato del referendum di adesione”.