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Omicidio Molteni: la moglie e l’amante sono i mandanti dell’omicidio

molteni

L’inchiesta sull’omicidio di Alfio Vittorio Molteni, architetto di 58 anni ucciso l’anno scorso è arrivato ad una svolta: secondo gli inquirenti ad uccidere il povero molteni sarebbe stata la moglie, Daniela Rho, in collaborazione con l’amante, Alberto Brivio. Secondo l’accusa i due sarebbero i mandati dell’omicidio e con questo sono stati arrestati in attesa del processo.

Stando a quanto affermato dagli inquirenti, i due coniugi erano in rotta da tempo e la donna spingeva per avere l’affido esclusivo delle due figlie (cosa difficile dato che a tradire era proprio lei), già nei mesi precedenti aveva attuato degli atti intimidatori e denunciato al tribunale che il marito aveva delle frequentazioni poco raccomandabili. Se questa sarebbe la motivazione principale dell’omicidio, a far pendere la bilancia nei confronti della vedova di Molteni è un intercettazione di qualche mese dopo l’omicidio del marito: in una conversazione con la madre Daniela confessava a questa di essere sollevata perché dato che il marito era morto poteva sposarsi in chiesa.

Ma con quali prove gli inquirenti intendono dimostrare il coinvolgimento nell’omicidio dei due ? Il giorno dell’omicidio la donna ha mandato un paio di messaggi all’investigatore assoldato per spiare le mosse del marito, nel primo messaggio si legge: “Senti oggi Polo grigia sotto casa mia. Targa Polo? Dz986? Poi mi ricordi finali“, seguito da un secondo che serviva per la conferma: “Mi mandi targa che giro a domestica??“. L’investigatore risponde affermativamente e manda la foto con la targa leggibile. Questa foto è stata poi girata all’amante che a sua volta l’ha messa nel gruppo incriminato, doveva essere un avvertimento, Molteni doveva essere gambizzato per lasciare l’affidamento delle figlie alla moglie ma la vicenda è andata diversamente.