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Omicidio Molteni: si uccide uno degli uomini che intimidì l’architetto. Mistero sulle cause

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Si è tolto la vita impiccandosi in casa dell’anziana madre con la quale viveva da tempo, Salvatore Crisopulli, 47 122059895-c9c04f66-499f-44f2-8730-850144cb5cebanni, uno degli uomini coinvolti nell’omicidio dell’architetto di Carugo, Alfiero Molteni, ucciso la sera del 14 ottobre scorso da un colpo di pistola.

Di lui, di quest’uomo che non è stato in grado di reggere la pressione giudiziaria e mediatica piombata di nuovo sulla vicenda dopo l’arresto, avvenuto nella giornata di mercoledì, dell’ex moglie della vittima e del suo commercialista, con il quale la donna aveva una relazione segreta, si sa soltanto che è stato l’unico a non essere raggiunto mai da alcuna ordinanza di custodia cautelare. Il suo ruolo marginale nella vicenda lo aveva portato a patteggiare la pena appena un paio di settimane addietro.

Secondo le ricostruzioni, infatti, Crisopulli era arrivato a Carugo assieme a Vincenzo Scovazzo, suo conoscente, e li aveva esploso otto colpi di pistola in direzione della finestra della casa nella quale risiedeva l’architetto Molteni. Successivamente i due uomini si erano allontanati a bordo di un furgone bianco, grazie al quale i carabinieri sono riusciti a risalire all’identità degli aggressori. Raggiunto dagli inquirenti, ed ascoltato dal sostituto procuratore Pasquale Adesso, Crisopulli aveva poi reso spontaneamente delle dichiarazioni sul suo ruolo e su ciò che sapeva dei motivi per i quali quel danneggiamento era stato commissionato.

Tutto questo fino a ieri, quando i carabinieri si sono recati in casa dell’uomo per un ordinario controllo e lo hanno trovato privo di vita. Cosa lo abbia spinto ad un gesto simile resta purtroppo un mistero dato che non è stato rinvenuto nessun biglietto che possa fare luce su quest’ennesima vittima di un caso complicato.

Giuseppe Caretta