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Legalizzazione della marijuana: quali gli effetti collaterali?

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Da tempo in Italia si discute sulla possibilità di legalizzare la marijuana per utilizzo ricreativo, di recente una nuova proposta di legge firmata da un inter gruppo parlamentare formato da membri di Pd, Sel e M5S è stato presentato e deve essere vagliato dal governo per deciderne l’applicabilità.

Si tratterebbe di una direzione innovativa che comunque sposa un andamento globale che punta alla depenalizzazione, alla prescrizione medica e addirittura alla liberalizzazione per uso personale. Qualora si precedesse verso questa direzione è bene ricordare che, sebbene l’utilizzo di marijuana non da assuefazione come le droghe pesanti, l’abuso potrebbe essere dannoso sopratutto nei soggetti in fase di sviluppo. Di questo è stato tenuto conto anche nella proposta di legge presentata al governo, e gli effetti di cui parliamo non sono molto dissimili da quelli che un abuso di alcol (legale da parecchio tempo) può causare negli adolescenti, proprio per questo motivo ci sentiamo di dover segnalare alcune testimonianze che tendono a demonizzare il consumo di cannabis al solo scopo di fare terrorismo.

Come esempio di questa campagna di demonizzazione vi riportiamo parte di una testimonianza che trovate sul sito  ‘Aleteia‘, in questo articolo chiamato ad hoc: “La marijuana non fa male?Allora guardate mio figlio” viene raccontata la storia del figlio della così detta “Dottoressa Monserrat Boix” (non ci sono fonti riguardanti ne la notizia in questione ne sulla “Dottoressa”), la quale racconta che il figlio ha cominciato a farsi le canne intorno ai 12 anni, che il consumo di marijuana è stato costante per tutta l’adolescenza e che questo lo ha portato ad avere diversi problemi mentali (disturbi paranoidi, crisi di panico, irascibilità), fino a costringere i genitori a farlo ricoverare in una clinica per malattie mentali. Adesso a 27 anni è ingestibile anche per la mancanza di strutture adeguate: “Non possiamo fare altro che aspettarci che nostro figlio torni a commettere qualche crimine per essere arrestato e ricevere qualche cura in prigione. O che qualcuno lo uccida in una rissa. Le persone in questa situazione finiscono in carcere o al cimitero. Non viene offerto nulla per i malati mentali gravi, aggressivi e che consumano droghe“.

Per questo motivo la donna consiglia o l’esclusivo utilizzo medico oppure un costo eccessivo che renda la cannabis accessibile a poche persone. Vi abbiamo portato questo esempio per offrirvi una panoramica di quelle che sono le tesi contrarie alla legalizzazione, il racconto della “Dottoressa Monserrat Boix”  non offre ne una analisi clinica ne un indicazione di quali disturbi il figlio abbia riportato a causa dell’abuso di cannabis.

Non essendoci studi a dimostrazione delle dichiarazioni della dottoressa Monserrat, risulta difficile dare una credibilità scientifica a questa testimonianza, con ciò non vogliamo negare la possibilità di effetti collaterali dovuti all’abuso della marijuana, anzi se mai verrà legalizzato l’utilizzo ricreativo dovrà necessariamente effettuata una campagna di prevenzione ed informazione a riguardo.