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Protesta di 7 ore sul tetto del Teatro alla Scala, striscioni per il no al referendum

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Ha messo in piedi una protesta che non è decisamente passata inosservata Martin Advinski, 50enne di Sofia, in Bulgaria, che nella mattinata di oggi è salito sul tetto del Teatro alla Scala di Milano esponendo alcuni striscioni per sostenere il no al referendum Costituzionale in programma il prossimo 4 dicembre. Un contestatore, l’uomo che da dieci anni risiede a Ostiglia, il quale è rimasto per ore sul tetto rifiutandosi di scendere anche quando è stato raggiunto da alcuni vigili del Fuoco, insieme al Comandante del nucleo operativo della Compagnia Duomo e ad un negoziatore del nucleo investigativo.

La protesta è iniziata alle 8 del mattino quando l’uomo ha esposto tre striscioni con le scritte: “Presidente Berlusconi aveva visto giusto”, “Giustizia italiana uguale abuso di potere”, “Referendum categorico no” e “Libertà e democrazia = 0,0″”; è stato lui stesso ad allertare, poco dopo, i carabinieri segnalando la sua presenza sul tetto del famoso teatro milanese. Il contestatore non è nuovo a questo tipo di proteste, messe in atto anche in passato, l’ultima delle quali nel 2015 quando, per protestare contro la giustizia in Italia, è salito sul tetto di una chiesa sconsacrata di Mantova; in quel caso la sua protesta si concluse nove ore dopo.

Per accedere al tetto del teatro alla Scala si è infiltrato da un ponteggio allestito su un edificio limitrofo. Dopo sette ore di trattative i negoziatori dei carabinieri sono riusciti ad interrompere la protesta dell’uomo afferrandolo e facendolo scendere: è accaduto in un momento di distrazione del bulgaro, i carabinieri ne hanno approfittato riportandolo all’interno del terrazzo del teatro per poi bloccarlo definitivamente ed imbragarlo, mettendolo in sicurezza.

Daniele Orlandi