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California: uno studio dimostra che i terremoti si sviluppano a maggiore profondità causando maggiori danni

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Fino ad oggi non è stato possibile prevedere con assoluta certezza l’arrivo di un terremoto, le uniche armi a nostra disposizione sono il monitoraggio continuo della crosta terrestre e la prevenzione, strumenti che possono aiutare a salvare un numero alto di persone ma non di salvare tutti.

Partendo da questa considerazione e cercando una soluzione all’impotenza finora dimostrata, alcuni geofisici americani appartenenti al Caltech nel 2012 hanno ipotizzato che ci fosse un errore concettuale da parte degli studiosi dei sismi: loro sostenevano che poteva esserci un errore di calcolo della profondità dell’epicentro finora studiato ( è convinzione comune, infatti, che i terremoti si sviluppino ad una profondità compresa tra le 12 e le 15 miglia sotto terra) che si allocherebbe tradizionalmente all’altezza della crosta terrestre, loro, invece, sostenevano che, sopratutto in prossimità delle faglie, l’epicentro del terremoto si posizionerebbe in una profondità maggiore a circa 20 miglia in profondità dove si trova il mantello superiore.

I tre scienziati a capo dello studio hanno piazzato oltre 5000 sensori nella zona che va da Long Beach fino alla faglia di Newport-Inglewood ed hanno raccolto dati per oltre 6 mesi. I dati raccolti hanno confermato che l’origine di un sisma nei pressi di una faglia come quella di Newport (similarmente anche quella di San Andrea) può verificarsi all’altezza del mantello superiore, questa scoperta comporta una rivoluzione nello studio dei sismi e implica la possibilità che si possano presentare dei terremoti molto più forti di quelli che ci attenderemmo.

Insomma questo report, pubblicato sullo ‘Scientific Journal‘ giovedì scorso, ci conferma che un terremoto di grossa entità può causare delle spaccature molto in profondità e in questo modo generare un numero di danni maggiore. Sull’argomento si è espresso il professore Ampuero (uno dei tre scienziati che hanno effettuato lo studio): “Questo ci fa pensare che se un terremoto diventa gigantesco, un modo di raggiungere questo risultato è penetrando in profondità. A questo punto la domanda è: se un prossimo enorme terremoto si verifica e penetra ad una profondità maggiore di quanto pensiamo, può questo causare danni superiori a quelli che ci aspettiamo?“.