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Gran Bretagna: nelle scuole si distingue tra italiani, napoletani e siciliani

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moduli-iscrizione

La Gran Bretagna del dopo Brexit diventerà un luogo sempre meno ospitale per gli stranieri ed in particolare per gli italiani. Se pensate che si tratti della solita notizia complottista vi state sbagliando, perché in questi giorni il governo britannico sta adottando delle misure per incentivare sia le aziende ad assumere un numero maggiore di dipendenti britannici sia le scuole a fare differenza tra studenti di origine anglosassone e studenti provenienti dalle altre nazioni (con un particolare accento razzista nei confronti degli italiani).

Se la notizia che il Ministro degli Interni, Amber Rudd, aveva proposto di stilare una lista dei dipendenti stranieri nelle aziende al fine di favorire i lavoratori britannici aveva fatto storcere il naso ai tanti cittadini italiani trasferiti in Inghilterra per trovare lavoro, la modalità di compilazione dei moduli per l’iscrizione dei figli alle scuole dell’obbligo li ha fatti andare su tutte le furie.

Nei moduli in questione non solo c’è l’obbligo di specificare il luogo di origini dei bambini, ma quando si va a scorrere il menu a tendina si scopre che ci sono ben tre voci per identificare gli italiani, la prima riguarda gli italiani appartenenti a qualsiasi altra regione, viene logico chiedersi in che senso, ma la spiegazione arriva subito dopo, infatti, le altre due voci sono: italiani (napoletani) e italiani (siciliani).

La discriminazione in tal senso è gravissima ed assurda, al punto da voler pensare che si tratti della solita bufala che circola su internet, eppure siamo di fronte alla triste realtà. La spiegazione di tale distinzione l’ha fornita Matteo Caddeddu al ‘Messaggero‘, giovane astrofisico che ha vissuto in Inghilterra: “Mi hanno spiegato che è una forma di sondaggio voluto proprio per evitare che vi siano discriminazioni, le istituzioni inglesi sono obbligate a farlo e i dati vengono utilizzati da un ente esterno che verifica che statisticamente non sia stato rifiutato nessuno per la sua etnia”.

Se il fine è evitare la discriminazione come mai hanno utilizzato una definizione di per se discriminatoria? La spiegazione fornita dall’astrofisico è debole e la notizia si sta diffondendo in maniera virale sul web, con molti italiani giustamente disgustati da un etichettatura razzista ed anacronistica.