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Savona, torna l’apartheid: per i migranti bus “a parte”

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I cittadini su un bus, i migranti su un altro. E’ la decisione intrapresa dal comune di Calizzano (Savona), che ricorda molto quanto accadeva negli Stati Uniti qualche decennio fa.

A decidere la ‘separazione’ è stato il sindaco del paesino valbormidese, l’avvocato Pierangelo Olivieri, d’intesa con la cooperativa “Il Faggio” che gestisce quaranta profughi, ospiti dell’albergo Lux. Tutto questo perchè i cittadini di Calizzano si sentono minacciati dai migranti, e in qualche occasione non sono mancati screzi e momenti di tensione. L’ultima venerdì scorso, quando tra migranti ivoriani e nigeriani è scoppiata una violenta rissa proprio all’albergo Lux: il bilancio della colluttazione è stato di due feriti.

“Abbiamo ottenuto l’impegno da parte della Cooperativa a sensibilizzare i loro ospiti affinché evitino, se non necessario, di utilizzare le due corriere delle 6,30 e 6,45, indirizzandosi verso i pullman successivi – ha detto il primo cittadino al ‘Secolo XIX’ – così come la cooperativa sposterà in altri orari eventuali iniziative che costringano gli ospiti di Calizzano a servirsi di quelle corriere già congestionate”.

Ma le dichiarazioni di Olivieri vengono pesantemente contestate dalla cooperativa “Il Faggio”, per voce del suo presidente, Danilo Pisano: “Non posso credere che il sindaco di Calizzano si sia permesso di mettere in bocca al Faggio simili dichiarazioni. Dubito che il primo cittadino possa nemmeno lontanamente dichiarare che la nostra coop sia d’accordo con una simile ipotesi, degna del peggiore stato di apartheid“.