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Referendum: il comitato promotore strizza l’occhio al Pdl

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Con il 4 dicembre in avvicinamento ci siamo chiesti in che modo il comitato promotore del sì stesse promuovendo le proprie ragioni per convincere l’elettorato a votare la riforma costituzionale. Accedendo al sito ‘Basta un sì‘, che sponsorizza l’approvazione delle modifiche costituzionali ci siamo imbattuti in una pagina intitolata:” I punti in comune tra la riforma costituzionale e programma del Pdl 2013“. Come è facile intuire nel testo che ne segue sono elencati i punti in cui la riforma costituzionale coincide con il programma politico del centro destra (ad esempio il superamento del bicameralismo, la riduzione dei posti in parlamento e lo snellimento dei tempi per l’approvazione delle leggi).

Sorvolando sui dettagli  tecnici, seppur semplificati nella pagina in questione, il messaggio base che emerge da questo scritto è che il comitato promotore del sì (guidato certamente dal PD) strizza l’occhio alle politiche del centro destra. Per darsi un aurea di portatori delle giuste istanze, alla fine del testo, viene specificato come, a differenza di quel programma, il referendum che andremo a votare non assegna maggiori poteri al governo, aggiungendo una nota che potrebbe sembrare un parabordo per le critiche che una simile pubblicazione potrebbe suscitare: “È interessante inoltre notare come nel programma di partiti di ogni colore siano presenti gli stessi punti portati avanti da questa riforma costituzionale. Questo perché, come abbiamo detto l’altra volta nell’elaborazione del testo della riforma si è pensato a modifiche di buon senso, auspicate e condivisibili da tutti, senza prediligere una visione politica della Costituzione“.

Sebbene il fine denunciato è quello di fare notare come il governo si interessi del bene della nazione aldilà dello schieramento politico, dimostrando (come più volte professato da Renzi in questi mesi) che è possibile fare una politica di continuità e collaborazione, la sensazione di molti potrebbe essere che si tratti di uno stratagemma per assicurarsi un maggior numero di consensi anche da parte degli oppositori.