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Putin all’Occidente: “Isolare la Russia non è possibile. Noi partner da rispettare”

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Il pretesto è un Investment Forum creato otto anni fa dall’allora presidente della Russia, Dimitrij Medvedev. Il protagonista è invece l’attuale presidente russo, Vladimir Putin, che dal palco del summit dedicato agli investitori liquida con una frase ironica il proliferare di voci che circolano sulle difficili relazioni internazionali del Cremlino: “Isolare la Russia? Come si fa ad isolare un Paese simile? Non hanno abbastanza mezzi e benzina per circondare tutti putin-2i nostri confini!”

Umorismo a parte, ciò che conta sottolineare è come Mosca continui a sentirsi una potenza mondiale, quale di fatto è, conscia soprattutto del suo potere di contrattazione e del suo ruolo gradatamente più centrale all’interno di una serie di “questioni” sensibili per le relazioni internazionali. Ed è proprio su questi punti che Putin ha voluto sottolineare la sua visione delle cose. La Russia come “partner” degli americani, ha ribadito, e non come sottoposti da tenere in riga a suon di diktat. I rapporti con Washington sono ridotti a zero a causa di un’ingerenza politica che Mosca non ha mai voluto tollerare: «Anche noi siamo preoccupati per il peggioramento delle relazioni russo-americane – ha detto Putin – ma non è una scelta nostra, non abbiamo mai voluto arrivare a questo. Al contrario, vogliamo avere relazioni amichevoli con un Paese così grande come gli Usa, che guida l’economia mondiale».

Ma non basta quest’idea per risanare un dialogo complesso che, di fatto, “non esiste”. Anche in relazione alle presunte sanzioni chieste da più parti per punire la Russia di ciò che ha compiuto in Ucraina e di ciò che ancora compie ogni giorno in Siria, Putin ha affermato che la responsabilità russa è una presunzione di colpevolezza che di fatto non sussiste: “È stata un’organizzazione terrorista – ha detto Putin riferendosi al bombardamento subito da un convoglio umanitario alle porte di Aleppo -. E noi sappiamo che gli americani lo sanno, ma preferiscono assumere una posizione diversa e lanciare accuse contro la Russia». Un gioco di specchi, e di interessi, nel quale risuona come un mantra il nome del congresso di imprenditori davanti al quale Putin ha sciorinato la propria visione della politica internazionale: “Rossia zoviot!”, la Russia chiama, mentre dalla Casa Bianca fanno sapere che Washington risponderà in maniera “appropriata” alle interferenze di Mosca, accusata formalmente di aver lanciato gli attacchi informatici contro il Partito democratico per influenzare la campagna elettorale.

Giuseppe Caretta