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Bufera Di Maio: 100 mila euro per “Attività sul territorio”

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Crollano i tasselli della assurda propaganda politica effettuata dal Movimento 5 Stelle in questi tre anni di governo: prima il caso Muraro che aveva evidenziato l’incoerenza riguardo “La pulizia” dei membri dei Pentastellati, ed ora la grana Di Maio scoperto a farsi rimborsare 100 mila euro dalla camera per “Attività sul territorio” che dimostra a chi non lo avesse compreso che la politica ha i suoi costi e che, a meno di avere patrimoni ampi, è normale chiedere rimborsi per portare avanti i programmi.

Di Maio, dunque, sconta anni di propaganda fatta di denunce sensazionaliste tese a scovare gli scandali basandosi su una politica giustizialista priva di razionalità che faceva vedere colpevole qualsiasi indagato. Ma sconta anche anni di retorica contro la “Casta” politica, ritenuta colpevole di approfittarsi dei propri vantaggi per aumentare le spese di governo ai danni del singolo cittadino. C’è da ammettere che 100 mila euro in tre anni non sono una cifra scandalosa, ma ciò nonostante va contro le loro idee politiche e contro il comportamento morigerato  di altri rappresentanti del Movimento come Di Battista che ha speso solo 16 mila euro.

La notizia del oneroso rimborso richiesto ed ottenuto da Di Maio ha suscitato non poche polemiche dai rappresentanti degli altri partiti, sempre pronti ad approfittare di una defiance dei pentastellati, a cui Di Maio ha risposto: “Sono meno di 30 mila euro al mese” e ancora “Tutti quanti utilizziamo fondi per spostarci sul territorio”, risposte lecite e sensate ma che vanno contro i dictat dei 5 Stelle. A queste dichiarazioni ha risposto Alessia Morani, vice presidente del gruppo PD alla Camera, chiedendosi come possa adesso fare una lotta contro gli sprechi e ironizzando sulla politica a costo zero di cui si è fatto negli anni portavoce: “Il vicepresidente della Camera deve avere una strana idea della famosa ‘politica a costo zero’ tanto sbandierata da lui e dai suoi colleghi pentastellati ad ogni piè sospinto”.