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Referendum, respinto il ricorso di Movimento 5 Stelle e Sinistra Italiana

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quesitoE’ stato giudicato ‘inammissibile’ dal Tar del Lazio il ricorso contro il quesito referendario in merito alla riforma costituzionale presentato dai gruppi parlamentari del Movimento 5 Stelle e di Sinistra Italiana.

“Difetto assoluto di giurisdizione”: questo il motivo che ha portato il Tar del Lazio a decidere per l’inammissibilità del ricorso di SI e M5S, dove i promotori – Loredana De Petris (Sinistra italiana) e Rocco Crimi (M5S) e gli avvocati Giuseppe Bozzi, Vincenzo Palumbo e Luciano Vasques – contestavano la formulazione del quesito referendario da sottoporre al voto degli elettori il 4 dicembre 2016. Secondo Sinistra Italiana e Movimento 5 Stelle, infatti, il contenuto del quesito risulterebbe ingannevole per gli elettori.

Secondo i giudici amministrativi, “l’individuazione del quesito contestato è riconducibile alle ordinanze adottate dall’Ufficio Centrale per il Referendum istituito presso la Corte di Cassazione ed è stato successivamente recepito dal Presidente della Repubblica nel decreto impugnato”.

La sentenza, inoltre, ritiene che sia le ordinanze dell’Ufficio Centrale per il Referendum sia il decreto presidenziale (nella parte in cui recepisce il quesito, ndr) “sono espressione di un ruolo di garanzia, nella prospettiva della tutela generale dell’ordinamento, e si caratterizzano per la loro assoluta neutralità, che li sottrae al sindacato giurisdizionale”.

Per arrivare alla sentenza di inammissibilità si sono resi necessari 4 giorni di riunione da parte della seconda sezione-bis, presieduta da Elena Stanizzi.