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Siria: Aleppo rasa al suolo con bombe a grappolo russe

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images_la_guerra_in_siria-_foto_2Aleppo alla mercé dei bombardamenti a tappeto. Ecco ciò che sta accadendo in questi giorni nella città siriana più martoriata dalla guerra. Mentre la diplomazia internazionale naufraga, mentre l’Onu palesa ancora una volta i propri limiti strutturali nell’empasse di un Consiglio di Sicurezza sempre troppo compromesso con gli interessi dei suoi Membri Permanenti, ad Aleppo la situazione sprofonda in un vero e proprio bagno di sangue.

Secondo le ultime foto rilasciate stamani da Amnesty International, le forze governative di Assad, supportate dai militari russi, stanno attaccando senza remore zone residenziali nella parte est della città. Mercati, scuole, strutture sanitarie e moschee. Tutto è diventato target possibile di bombardamenti a tappeto che hanno l’evidente intento di costringere la popolazione civile alla fuga in modo da poter riconquistare la città una volta svuotatala di vita e, evidentemente, di ogni forma di resistenza all’avanzata governativa.

Le immagini palesano una violenza inaudita, e testimoniano della distruzione di 90 luoghi, solo nell’arco dell’ultima settimana, che copre una superficie pari a quella di Manhattan. Dal 19 settembre, data di fine dell’effimera tregua, al 10 ottobre, Aleppo è stata bombardata per ben 600 volte. In tali attacchi hanno perduto la vita oltre 400 civili.

Ancora, dal 21 settembre ad oggi, gli attacchi aerei dell’aviazione russa hanno colpito 14 strutture sanitarie, molte delle quali sono state rese inutilizzabili, diminuendo la disponibilità di centri di assistenza medica presenti sul territorio per gli innumerevoli feriti che si moltiplicano smisuratamente di giorno in giorno. Non c’è dramma che paia capace di sensibilizzare l’azione della comunità internazionale. Il mondo assiste alla scomparsa di un interno Paese senza farsi attraversare dalla tentazione di cercare di risparmiarlo. E mentre mancano cibo, medicinali, energia elettrica, acqua, e mentre si scopre con orrore che ogni obiettivo colpito nelle ultime settimane era distante da qualsivoglia obiettivo militare palesando una spietata logica d’attacco, le immagini degli attacchi parlano di un uso da parte governativa di bombe RBK-500, comunemente note come bombe a grappolo.

Si tratta di armi vietate dal diritto internazionale, bombe che rilasciano a loro volta una serie di sub munizioni in un’area molto vasta, costituendo così una minaccia estrema per i civili. Ma non paiono essere proprio loro gli obiettivi prediletti di questa guerra senza alcuna possibilità di soluzione?

G.x.c.