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La ragazza afghana dagli occhi verdi è stata arrestata per falsificazione di documento

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Il suo nome, Shabat Gula, potrebbe non suggerirvi nulla, ma siamo sicuri che l’immagine del suo viso vi sia rimasta impressa anche se non avete vissuto il periodo in cui la sua foto è diventata l’icona della sofferenza afghana durante l’invasione sovietica del 1985. All’epoca questa profuga afghana aveva poco più di 10 anni, il suo volto pulito, l’espressione innocente e quegli occhi di un colore verde intenso spalancati verso l’obbiettivo comunicavano il terrore e l’ingiustizia di una guerra portata al paese mediorientale per puri interessi economici.

Gula, che nel frattempo era diventata una star senza nome grazie alla copertina del National Geographic, è cresciuta in un campo profughi per sfuggire agli orrori della guerra, raggiunta la maggiore età non è mai tornata in Afghanistan, il suo paese era in continua trasformazione (la caduta del regime sovietico nel 1989, l’ascesa dei talebani e la nuova guerra portata questa volta dagli Stati Uniti nel 2001) così  ha deciso di andare a vivere in Pakistan, dove, insieme al marito (nativo del Pakistan) ha costruito una famiglia.

Le sue disavventure, però, non sono terminate, qualche giorno fa la FIA (i servizi segreti pakistani) si sono introdotti in casa sua e l’hanno arrestata con l’accusa di falsificazione di documento: sembra che Gula pur di rimanere in Pakistan si sia fatta fare un documento falso che attesta la nazionalità pakistana. Se l’accusa dovesse essere confermata in giudizio, la ragazza afghana dagli occhi verdi sarebbe costretta a passare 14 anni in carcere, una pena che secondo il suo avvocato Gula non dovrà mai subire perché regolarmente sposata con suo fratello, Rahmat Khan, il quale è nato in territorio pakistano (secondo le leggi del Pakistan una donna sposata ad un uomo pakistano acquisisce a sua volta la cittadinanza).