Referendum costituzionale, respinto il ricorso di Onida. “Il quesito non lede la libertà di voto”

E’ stato respinto dal tribunale civile di Milano il ricorso dell’ex presidente della Corte Costituzionale, Valerio Onida, riguardo alla legittimità costituzionale della legge del 1970 che non prevede l’ipotesi dello spacchettamento se il quesito riguarda più temi, come avviene nel caso della riforma che verrà sottoposta a referendum 4 dicembre. Il celebre costituzionalista aveva fatto ricorso al tribunale di Milano eccependo l’illegittimità costituzionale della disposizione che non prevedeva la divisione del quesito se esso riguarda diversi temi.

onidaOnida aveva eccepito a riguardo che la sottoesposizione all’elettorato di una pluralità di oggetti fra loro anche molto diversi “viola in modo grave ed evidente la libertà del voto del singolo elettore” sostanzialmente “arrecando radicale pregiudizio allo stesso principio democratico proprio in occasione dell’esercizio diretto della sovranità popolare al suo livello più alto: cioè nella ridefinizione delle regole del patto costituzionale”.

Ma il giudice Loretta Dorigo ha rigettato la richiesta cautelare posta da Valerio Onida. Il giudice civile di Milano ha sostenuto nelle motivazioni che “Non ritiene (…) il Tribunale di ravvisare una manifesta lesione del diritto alla libertà di voto degli elettori per difetto di omogeneità dell’oggetto del quesito referendario” e inoltre “il referendum nazionale non potrà che riguardare la deliberazione parlamentare nella sua interezza”.