“Not my president”, l’America scende in piazza contro Trump

protestetrumpL’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti ha scatenato un vero e proprio shock negli USA e in tutta l’opinione pubblica mondiale. Il magnate repubblicano ha battuto la sua avversaria Hillary Clinton diventando così il 45esimo presidente degli Stati Uniti d’America, ma questa cosa non viene digerita da una larga fetta di popolazione, che identifica Trump come un “fascista, razzista, persona pericolosa”.

In queste ore, infatti, sta montando la protesta per le strade di molte città americane. In tantissimi sono scesi in piazza per gridare “Not my president” all’indirizzo di Donald Trump: da Baltimora a New York, da Chicago a Denver, da Dallas a Oakland, le contestazioni aumentano di ora in ora.

In alcuni casi, come a Portland, le proteste sono sfociate in violenti scontri: la polizia, che è dovuta intervenire con proiettili di gomma per sedare la rivolta, ha parlato di “diffuse azioni criminose e comportamenti pericolosi”.

Stesso scenario a Los Angeles (dove sono state arrestate 200 persone) e a New York, dove l’artista Matthew Chavez ha invitato i passanti a scrivere dei post-it colorati sui muri della fermata della metropolitana di Union Square riguardo Donald Trump. In poche ore i ‘messaggini’ – quasi tutti caratterizzati da rabbia e preoccupazione – erano già più di 3000.

Il tycoon, dal canto suo, non si preoccupa delle proteste. “Sono contestatori di professione”, ha commentato il neo Presidente.