Indonesia, indagato per blasfemia il governatore cristiano che vuole laicità: “Insulta il Corano”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:37

La sua colpa è quella di essere di origini cristiane e di appartenere alla minoranza cinese, nonché di essere il primo non musulmano alla guida di Giacarta, la capitale Indonesiana. E’ stato arrestato con l’accusa di blasfemia Basuki Tjahaja Purnama, il governatore, dopo che 100mila persone inneggiando alla Jihad avevano sfilato violentemente nelle strade della capitale chiedendo la sua deposizione. Ma che cosa turba così gli estremisti islamici rispetto al governatore? Il fatto che egli voglia la laicità dello Stato in quello che è uno degli stati a maggior popolazione musulmana del mondo.

indonesiaMa anche il fatto che egli si sia rivolto alla popolazione musulmana dicendo loro di non interpretare rigorosamente quel versetto del Corano che vieta ai musulmani di lasciarsi guidare da leader non musulmani. Gruppi integralisti islamisti si sono scagliati contro il Governatore: la polizia aveva dovuto piantonare per ragioni di sicurezza i suoi uffici. Alla fine però ha deciso di cedere e di incriminarlo “per blasfemia”.

“Questo caso andrà a processo e Basuki Tjahaja Purnama è indicato come sospetto” ha sostenuto il capo della polizia. Sono soprattutto i musulmani fondamentalisti, davvero molti in Indonesia, a non aver perdonato un’interpretazione della 51esima sura del Corano a loro non gradita. Addirittura anche un forum di Al Nusra, gruppo terroristico violento a sfondo islamista che cerca di abbattere il governo Siriano, si era schierato chiedendo l’uccisione di Purnama.

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