Manifesto per il “No” e maglia del Milan: Salvini rischia grosso in Piazza Rossa

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:11

salvinirussiaBrutta avventura per Matteo Salvini. Il segretario della Lega Nord si era recato in Russia insieme ad una delegazione del partito per incontrare alcuni deputati della Duma, la camera bassa del parlamento russo, che vede come maggioranza Russia Unita, il partito del leader russo Vladimir Putin.

Dopo l’incontro istituzionale, Salvini si è diretto verso la Piazza Rossa per scattare alcune foto di rito. Ad un certo punto, Salvini si è fatto immortalare con un manifesto inneggiante il “No” al referendum e una maglietta del Milan, di cui il segretario della Lega Nord è tifosissimo. Ma immediatamente due agenti della polizia russa si sono avvicinati a Salvini per chiedere spiegazioni: in Russia, infatti, è vietato esporre striscioni politici senza autorizzazione.

Salvini è stato fermato per accertamenti, e c’è voluta qualche ora prima che la situazione si sbloccasse, grazie anche all’intervento dell’imprenditore Bruno Giancotti, membro della delegazione leghista che lavora da tempo in Russia.

Salvini ha poi scherzato sull’accaduto, scrivendo di essere stato fermato “per una maglia del Milan…”, ma è chiaro come la mossa incauta poteva costare cara al numero uno del Carroccio, che da sempre dice di essere amico di Putin ma poi incappa in queste spiacevoli equivoci, come un perfetto sconosciuto… Una faccenda che ricorda un pò quella con Trump: Salvini si fece fotografare insieme quasi a voler testimoniare “un’alleanza”, ma in tutta risposta il tycoon disse di non averlo mai incontrato.

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