Caos firme false, 4 indagati del M5Stelle anche a Bologna: aperto un fascicolo

Il caso delle firme false che ha coinvolto e sta sconvolgendo in queste ore il Movimento 5 Stelle si estende da Palermo, dove tutto è iniziato, fino a Bologna. Risulta infatti che la procura di Bologna abbia aperto un fascicolo sulle irregolarità nella raccolta delle firme per presentare il Movimento alle Regionale che si sono tenute nel 2014. Per il momento sono presunzioni, e gli indagati sono quattro, fra i quali risulta anche il vice presidente del consiglio comunale bolognese, Marco Piazza.

firme-falseL’indagine è partita dopo un esposto che è stato presentato un paio di anni fa da due ex attivisti del M5S di Bologna. “Il reato ipotizzato si riferisce all’articolo 90 del Dpr 570/1960” ha sostenuto il procuratore capo Giuseppe Amato. L’accusa quindi non fa riferimento alla raccolta di firme false, ma piuttosto alla loro certificazione, che sarebbe avvenuta in maniera irregolare. Quindi i quattro indagati avrebbero autenticato delle firme che non erano state apposte in loro presenza.

Il Capogruppo del M5S di Bologna ha invece sostenuto di avere piena fiducia nel gruppo. Marco Piazza ha commentato in questo modo: “Le firme per le Regionali sono state raccolte in totale correttezza e alla luce del sole. Di certo non ci sono firme false”.