Stephen Port, il serial killer di Grindr, condannato all’egastolo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:20

stephen-port-uk-serial-killer-afp_650x400_51479958768Dopo 28 ore e 27 minuti la giuria ha decretato che Stephen Port passerà il resto della sua vita in carcere, oggi, infatti, è stato condannato come colpevole per l’uccisione di 4 giovani uomini omosessuali. Il serial killer abbordava le proprie vittime sui social network e sui siti di incontri come Grindr, da cui il soprannome affibbiatogli dalla stampa (Il serial killer di Grindr), esattamente come tutti gli assassini seriali anche Port seguiva una metodica precisa, prima stolkerava le vittime sulle chat, poi li invitava ad uscire per un drink, ed infine, al secondo appuntamento li portava nel suo appartamento per drogarli, abusarne sessualmente ed ucciderli mentre erano privi di coscienza.

Nel corso delle indagini è emerso che questo rituale perdurava da diverso tempo, sarebbero molti altri i giovani uomini molestati e ci sono persino alcune vittime di aggressione che sono riusciti a scappare dalle grinfie dell’assassino. Il giudice nel motivare la sentenza ha dichiarato che Port abbordava le sue vittime per soddisfare la sua lussuria, infatti ne abusava quando questi erano privi di sensi, ma che l’uccisione e sopratutto il tentativo di farle passare come suicidi denuncia una personalità cattiva e mostruosa.

Dopo la sentenza di incarcerazione è stato intervistato il testimone chiave (il cui nome è mantenuto segreto per ragioni di privacy), il quale si recrimina di non averlo denunciato prima perché era palese il suo comportamento ossessivo e maniacale e si sarebbero potute salvare delle vite.

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