Tradizioni di famiglia: la Juventus si inchina dinanzi ad un nuovo Simeone

Giovanni SimeoneSedici anni possono sembrare tanti o pochi, un breve passaggio di tempo o una vera eternità: certo è che nel mondo del calcio, dove i ritmi sono incalzanti e ogni stagione può capovolgere completamente gli equilibri della precedente, 6084 è un numero veramente difficile da immaginare.

6084, come il numero di giorni che passano tra la rete che Diego Simeone, centrocampista della Lazio per tutti noto come El Cholo, segnò alla Juventus in una giornata primaverile del 2000, contribuendo enormemente al primo posto biancoceleste in Campionato a discapito proprio dei bianconeri, e la rete di un altro Simeone, sempre ai danni della Juve, vestito però in rossoblu, che giornalisti e tifosi si divertono a chiamare Cholito.

A Giovanni però (questo il vero nome del figlio di Diego ora allenatore dell’Atletico Madrid) il paragone con la figura paterna non va molto giù, e preferisce essere ricordato per i goal, più che per il nome. Dopo oggi, sicuramente sarà più facile: sceso in campo con il Genoa dal primo minuto per sostituire l’acciaccato Pavoletti, il Cholito con una doppietta ha dato sin da subito la giusta piega alla gara, che si è conclusa con un meritato e rumoroso 3 a 1.

A farne le spese una Juventus fortemente rimaneggiata, che nulla ha potuto contro il cinismo dell’argentino classe ’95, viste anche le condizioni fisiche non certamente ottimali del reparto arretrato. Il Cholito, acquistato quest’estate dal Genoa per la modicissima cifra di 3 milioni, che lo ha prelevato dal River Plate dopo un anno in prestito al Banfield, ha dato prova di valere ampiamente il piccolo investimento iniziale.

Già in goal contro Pescara e Bologna, Simeone Jr. dopo la doppietta alla Juve punta ad una maglia da titolare, situazione questa che aprirebbe le porte ad una probabile cessione di Pavoletti, richiesto da molti club italiani e non. E’ troppo presto per parlare di rivelazione del campionato, ma la speranza di tutti è che Giovanni possa aver ereditato dal padre non solo il talento, ma anche la fortuna necessaria a calcare i campi più gloriosi d’Europa.