Alluvione 2011, ex sindaco Genova condannata a 5 anni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:38

Cinque anni e due mesi: è questa la pena inflitta all’ex sindaco di Genova, Marta Vincenzi, per i tragici fatti dell’alluvione del 4 novembre 2011, in cui persero la vita quattro donne e due bambine.

Il pubblico ministero, Luca Scorza Azzarà, aveva chiesto sei anni e un mese.

La Vincenzi è stata assolta solo dall’accusa di calunnia, mentre è state ritenuta responsabile delle altre due accuse, ovvero omicidio plurimo e disastro colposo plurimo.

Secondo l’accusa, i politici e i tecnici non chiusero le scuole nonostante fosse stata diramata l’allerta 2 e, la mattina della tragedia, non chiusero con tempestività le strade.

Dalle indagini era emerso che “gli uffici comunali di protezione civile avevano ricevuto notizie allarmanti già alle 11 mentre il rio Fereggiano esondò intorno all’una”.

In quelle due ore c’era la possibilità di evitare la tragedia con alcuni accorgimenti che “non vennero messi in atto”, aveva scritto il pm. I vertici della macchina comunale “non solo non fecero quello che andava fatto” ma, secondo l’accusa, “falsificarono il verbale alterando l’orario dell’esondazione”.

Un’alterazione, secondo gli inquirenti, che sarebbe poi servita per sostenere la tesi della ‘bomba d’acqua imprevedibile’ abbattutasi sul capoluogo ligure. Grazie alle testimonianze dei cittadini, alle loro foto e video, gli investigatori hanno scoperto che la verità raccontata dai verbali presentati dagli uffici comunali era ben diversa da quanto veramente accaduto.

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