Cassazione: “Il termine omosessuale non è un’offesa”

cassazioneLa Cassazione, con una sentenza diffusa poco fa, ha deciso che il termine “omosessuale” non è da considerarsi un’ offesa nemmeno se rivolto a una persona eterosessuale. Queste le parole della Corte Suprema del nostro Paese: “Nel presente contesto storico è da escludere che il termine omosessuale abbia conservato un significato intrinsecamente offensivo come, forse, poteva ritenersi in un passato nemmeno tanto remoto”. La parola ”omosessuale” a differenza di altri termini che invece permangono denigratori è da considerarsi a tutti gli effetti di uso comune e come sottolinea la Cassazione: “attiene alle preferenze sessuali dell’individuo assumendo di per sé un carattere neutro e per questo non è lesiva della reputazione di nessuno anche nel caso in cui sia usata per rivolgersi a una persona eterosessuale”.

La diaspora sull’accezione del termine si è verificata a seguito di un episodio ossia la condanna per diffamazione che il Giudice di pace di Trieste aveva deciso nei confronti di un uomo. Quest’ultimo aveva usato  l’espressione “omosessuale” in una lite con un altro uomo eterosessuale durante un atto di querela. Il tutto è avvenuto il 20 marzo del 2015. La Corte Suprema con la sentenza odierna ha respinto la condanna dell’anno scorso, eliminando di fatto qualsiasi pregiudizio.