Corea del Sud, il Parlamento rinvia il voto sull’impeachment alla presidente

Anti-Park Demonstrators Gather In Seoul Following Presidential ApologyAveva affidato le sue sorti al Parlamento, la presidente della Corea del Sud Park Guen-Hye, dopo lo scandalo corruzione che ha travolto lei e il suo governo. La presidente ha presentato le sue dimissioni, affermando che sarebbe stato il Parlamento a decidere. Ma il Parlamento non ha deciso, o meglio, ha rinviato il voto per la messa in stato d’accusa.

Nel frattempo la presidente ha nominato un procuratore speciale Park Young-soo affinché guidi un’indagine indipendente sullo scandalo corruzione che ha travolto il suo governo. La presidente sudcoreana avrebbe infatti permesso all’ormai arcinota consigliera Choi Soon-Sil, considerata “la sciamana”, di usufruire di decine di migliaia di dollari destinati a fondazioni a lei stessa riconducibili. Dollari che sarebbero stati donati, dietro pressioni politiche, da una serie di imprese private.

Il popolo sudcoreano è inferocito nei confronti della presidente, ed è già sceso in piazza 4 volte – con numeri sempre molto imponenti – per chiedere l’impeachment di Park Guen-Hye, che probabilmente ha scelto la strada delle dimissioni proprio per evitare quest’ulteriore umiliazione.

Park, che più volte ha dichiarato di non essere coinvolta nella vicenda, è indagata (addirittura in veste di”complice”) per aver fatto pressioni sulle conglomerate sudcoreane al fine di erogare “donazioni” per circa 66 milioni di dollari a due fondazioni riferibili a Choi malgrado quest’ultima non rivestisse alcun incarico ufficiale.