Sviluppi sul caso Poppy Widdinson, la madre le somministrava varie dorghe

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:39

poppyContinua il processo sulla morte di Poppy Widdinson, bambina di 4 anni morta nel 2013 per cause ancora sconosciute che veniva costretta dalla madre, Michala Pike, ad ingerire varie droghe per dormire e permetterle di vivere serenamente la sua relazione con il suo pusher, John Rytting.

Questa terribile storia è emersa subito dopo la morte della bambina, da un esame post mortem su suo corpo, infatti, sono state trovate tracce di sostanze stupefacenti tra cui sedativi, metadone, eroina, cocaina e ketamina. La pubblica accusa ha citato la coppia per crudeltà ed abuso di minore, da alcuni messaggi ritrovati sui telefoni dei due amanti si vede chiaramente come i due si suggerissero a vicenda di offrire la pillola blu (nel corso del processo si è capito che si trattava di Diazepam) a Poppy per farla dormire e non disturbare.

Ma quello che emerge con chiarezza è come la madre vedesse nella figlia un disturbo di cui disfarsi, qualcosa di ingombrante che le impediva di vivere al meglio la sua vita e la sua relazione d’amore. Questo disturbante comportamento durava da più di sei mesi, e nonostante le dichiarazioni della coppia, non le veniva somministrato soltanto il Diazepam ma anche una varietà consistente di droghe pesanti in modo tale da intorpidirle i sensi e farla stare in stato catatonico o farla dormire.

Sebbene la difesa punti sul fatto che ha causare la morte della bambina non sia stata una somministrazione eccessiva di droghe, i due difficilmente eviteranno il carcere per maltrattamento di minore, la decisione del giudice è attesa nei prossimi giorni.

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