Ndrangheta, arrestato Marcello Pesce: usava anche il calcio per i suoi fini

marcellopesceE’ stato arrestato il latitante Marcello Pesce, boss della ‘ndrangheta ricercato per associazione di stampo mafioso. Il latitante è stato arrestato dalla polizia di Rosarno, in provincia di Reggio Calabria. Sono stati gli stessi agenti a comunicare l’arresto di Pesce su Twitter. Pesce era nascosto in un’abitazione al centro di Rosarno: quando le forze dell’ordine hanno avuto la certezza che Pesce fosse davvero lì dentro, è subito scattato (intorno alle 5) il blitz degli uomini del Servizio centrale operativo e della squadra mobile di Reggio Calabria.

Marcello Pesce, detto “U ballerinu”, stava dormendo quando i poliziotti della Mobile guidati da Francesco Rattà hanno sfondato la porta dell’appartamento. Con lui al piano di sopra c’erano altri due uomini, padre e figlio, arrestati con l’accusa di favoreggiamento. Pesce non era armato e non ha opposto alcuna resistenza all’arresto.

Marcello Pesce utilizzava anche lo strumento dello sport, ovvero il calcio, per perpetrare le sue attività malavitose, in particolare il riciclaggio. Dopo aver guidato due squadre di serie D della zona, “U Ballerinu” assunse il ruolo di direttore generale del Sapri, squadra che all’epoca militava nel campionato Interregionale.

Da latitante ha accumulato condanne per oltre 16 anni di carcere per reati che vanno dall’associazione mafiosa al traffico e spaccio di droga.