Saronno, si allarga l’inchiesta sul “dottor Morte”: tra il 2011 e il 2014 molte morti sospette

cazzanigaSta assumendo contorni sempre più inquietanti l’inchiesta riguardante il viceprimario dell’ospedale di Saronno, Leonardo Cazzaniga, e la sua amante infermiera Laura Taroni, sospettati di aver assassinato numerosi pazienti praticando sovradosaggi o iniettando medicine non conformi allo stato di salute dei degenti.

I decessi sospetti sarebbero molti di più di quelli che inizialmente sono stati attribuiti al “dottor Morte” e alla sua amante: sono 45 le morti avvenute tra il 2011 e il 2014, tutte quando di turno, nel reparto di Pronto soccorso dell’ospedale di Saronno, c’era proprio Cazzaniga.

Di questi 45, una ventina sono già passati sotto al vaglio degli investigatori: ci sono cinque omicidi da parte della coppia killer, mentre altre sei morti sono sospette. Altre nove sarebbero “regolari”,  nel senso che non evidenziano anomalie riconducibili a sovradosaggi o mix letali di farmaci. I casi sospetti sono dunque, al momento, 35. E tra questi c’è anche quello del padre di Cazzaniga, morto nell’ospedale.

Nel fascicolo degli indagati ci sono anche altre 14 persone, tra medici e dirigenti di nosocomio e Azienda ospedaliera Busto Arsizio. In particolare gli avvisi di garanzia inviati dalla Procura riguardano un blocco di sei persone, ovvero tutti i membri della Commissione interna dell’ospedale di Saronno, istituita nel 2013 dopo le denunce di alcuni infermieri, per valutare proprio l’attività di Cazzaniga.

Al netto di un rilievo tecnico, il pool non aveva di fatto evidenziato nulla di anomalo nel lavoro dell’anestesista e in alcuni decessi “segnalati”. E infatti nessun provvedimento fu adottato nei confronti di Cazzaniga.